"Siete dei terapeuti a tempo pieno e riuscite sempre a dare consigli davvero speciali, che sono di grandissimo aiuto a chi li richiede e ciò vi porta a godere di una profonda stima da parte di coloro che ne beneficiano, tanto che finite spesso con il diventare anche delle figure di grande riferimento per la loro vita, veri e propri modelli.
Ma tutto ciò a volte nasconde un pericolo nel quale non dovete assolutamente incappare, ossia la possibilità di vedervi soltanto e sempre come chi è d'aiuto, ritrovandovi poi da soli quando invece ad avere bisogno di un aiuto, di un sostegno siete proprio voi. Infatti l'eccessiva identificazione con il ruolo di terapeuta, maestro, può portare a bloccarvi nel chiedere aiuto, nel farvi sostenere in un momento di difficoltà, o semplicemente a trovare una spalla su cui potervi appoggiare in un attimo di tristezza.
La vostra grande generosità può poi fungere da blocco al vostro vivere da persone normali e la paura di portare fuori le debolezze, potrebbe chiudervi a riccio in una sorta di solitudine, dalla quale difficilmente vi sarà possibile venir fuori, soprattutto se continuate a volervi identificare soltanto nel ruolo di chi dà e non di chi riceve.
La sfida esistenziale più grande infatti per voi, è caratterizzata dall'imparare a costruire rapporti simmetrici, basati sullo stesso piano e a trovare il modo di non sbilanciare quelli che sono i naturali ruoli di una relazione, imparando soprattutto a chiedere e a non attendersi che gli altri empaticamente possano capire quelli che sono i vostri bisogni.
Lezione da apprendere: imparare ad andare oltre la maschera."
già. Ed è per questo che esistono gli amici, quelli che sanno capire quando anche il più forte tra loro sanguina, e soccorrerlo.
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