[23:20:41] :vedi il problema è che l'uomo cerca la felicità fuori di sè
[23:20:56] :pensi che sia giusto adossare la responsabilità della propria felicità agli altri ?
[23:21:20] :è questo che fa sorgere il risentimento nelle persone "quello mi ha lasciato e io sono infelice, ed è colpa sua", bhe io non sono del tutto d'accordo
[23:21:42] :quando due persone si lasciano, esiste qualcuno che ha colpa e qualcuno che non ne ha? chi abusa e chi subisce ? non credo
[23:21:54] :se le strade di due persone si dividono ci sarà una ragione
[23:22:16] :non sono gli uomini a lasciarsi e a prendersi, ma è dio a scandire il tempo delle unioni
[23:22:50] :dio ti conduce dalle persone che puoi aiutare e che ti aiuteranno e quando la relazione ha esaurito il suo scopo, il legame si scioglie
martedì 15 dicembre 2009
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venerdì 30 ottobre 2009
Qualche volta è bello fare un salto nel passato e riavere vecchie abitudini, anche se solo per un paio di giorni. Tornare alle vecchie sensazioni notturne, il silenzio fuori dalla mia camera e dolce musica delicata dentro. Di notte il mondo si trasforma e tu con lui. Il mio stato di coscienza mi rende tanto diversa dalla persona che sono di giorno che si potrebbe quasi dire che dopo mezzanotte divento una creatura tanto sensibile quanto sognante. Di notte mi preferisco sveglia per quanto riguarda le mie qualità dell'animo, anche se certamente mi preferisco addormentata per dare il meglio durante la giornata. Forse stare sveglia di notte smorza la mia volontà e la mia energia, trasformandole in autoriflessione. Di notte il vaso di pandora si apre e ciò che ci si nasconde di giorno, esplode e tanto prende possesso di noi quanto più cercavamo di tenerlo chiuso lucchetto su lucchetto.
Eppure, anche quando non ho più nulla nel doppiofondo dei miei cassetti e del mio cilindro, nonostante tutto, la mia anima si disperde e si dilata più di quanto possa permettersi di giorno. Di notte smette di rinchiudersi nelle sue sicurezze, si espande eppure si richiude su se stessa, ma come se si guardasse da fuori. Forse, la notte, cerca di essere ciò che non può essere di giorno. Questo spiegherebbe tante cose...
Eppure, anche quando non ho più nulla nel doppiofondo dei miei cassetti e del mio cilindro, nonostante tutto, la mia anima si disperde e si dilata più di quanto possa permettersi di giorno. Di notte smette di rinchiudersi nelle sue sicurezze, si espande eppure si richiude su se stessa, ma come se si guardasse da fuori. Forse, la notte, cerca di essere ciò che non può essere di giorno. Questo spiegherebbe tante cose...
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venerdì 2 ottobre 2009
Uno fa tanta fatica a 15 anni per cercare di essere sè stesso mentre copia gli altri. Cura la propria estetica per appartenere ad un gruppo, ma in realtà non si cura affatto. Crede di trovare in un gruppo la propria identità mentre non fa altro che identificarsi in esso. E' molto comodo dividere le persone da come ci appaiono, ma la verità è che dopo una certa età non hai bisogno di far saper al mondo i tuoi gusti e la tua personalità, gridando "ECCOMI, questo SONO IO!". Così te ne vai in giro con un paio di jeans e una maglietta mentre ascolti doom metal mentre il ragazzo seduto di fronte a te, con la maglietta del MetalCamp, manco se lo può immaginare che cosa ti frulla nella testa e ai suoi occhi appari solo una persona cosiddetta "normale" (e insipida). Io adesso voglio gridare, (ma con il mio animo, non con la mia apparenze):"Eccomi, IO SONO"
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venerdì 18 settembre 2009
Dice Steiner: “Totalmente diverso dalle leggi naturali che si riferiscono a ciò che muore, è quello che si sperimenta quando si rivolge alla natura la volontà vivente che esiste dentro di noi in germe [...] Quel che mette in rapporto col mondo esterno per mezzo dei sensi [...] non è di natura conoscitiva, ma volitiva[relativa alla volontà]. L’uomo moderno ha totalmente perduto la conoscenza di questo fatto. Perciò considera infantile quel che dicePlatone, cioè che il nostro vedere proviene dal fatto che una specie di tentacoli si sprigioni dagli occhi e vada verso le cose. Questi tentacoli non sono naturalmente visibili con mezzi esterni, e se Platone ne era cosciente, ciò dimostra appunto ch’egli era penetrato nel mondo soprasensibile. Effettivamente, quando noi guardiamo gli oggetti, si compie, solo in maniera più sottile, un processo simile a quello che avviene quando afferriamo qualche cosa. Quando prendiamo in mano un pezzo di gesso, si tratta di un fatto fisico del tutto analogo a quello spirituale che si svolge quando scocchiamo dagli occhi le forze eteriche per afferrare un oggetto per mezzo della vista” ["Antropologia" o "Arte dell'educazione"]
Pura follia?
Non credo.
Quante volte sentiamo il "peso dello sguardo" di qualcuno ricadere su di noi? Se il funzionamento dell'occhio si fermasse a quello che noi dell'occhio vediamo, come potremmo percepire che qualcuno ci sta osservando, anche se siamo voltati?
Quante volte ci capita di non vedere quello che non vorremmo vedere, consciamente o inconsciamente che sia, quante volte ci capita di vedere quello che vorremmo vedere?
Dai nostri occhi necessariamente qualcosa c'è di natura volitiva, di volontà. Lo dimostra anche il fatto che, se provate ad osservare gli occhi di una persona che vi sta difronte vedrete i suoi occhi spostarsi di continuo, ma la persona osservata non vede discontinuità fra quando indugia lo sguardo sul punto A e quando lo sposta al punto B: eppure i suoi muscoli oculare erano ben che attivi! Se invece ci picchiettiamo la palpebra sotto l'occhio, cioè muoviamo delicatamente con un dito, la nostra vista non è più stabile e vediamo la discontinuità quando l'occhio si muove. La differenza fra i due esperimenti sta proprio nella volontà che sta dietro le nostre azioni: se l'occhio si muove autonomamente, ecco che sempre volontariamente non vede la discontinuità, se l'occhio è mosso meccaniccamente non può impedire di rilevare la discontinuità.
La volontà davvero compenetra l'occhio, come compenetra tutti i sensi, porte che la volontà (sia essa conscia o inconscia) apre o chiude. Allora un problema alla vista o all'udito che cosa potrebbero celare? Forse una non voler vedere o sentire ? Il vero mistero non è tanto questo, quanto la natura della volontà. Essa è super partes, non è nè conscia nè inconscia; in alcuni casi la nostra "buona volontà" (cosciente) non riesce a sconfiggere una volontà avversa inconscia, altre volte riusciamo a spronarci e a trasformare la nostra buona volontà cosciente in qualcosa che tocca anche le sfere incoscienti. Ma chi può dire di essere certo di conoscere la volontà? Essa è sfuggevole quanto misteriosa.
Pura follia?
Non credo.
Quante volte sentiamo il "peso dello sguardo" di qualcuno ricadere su di noi? Se il funzionamento dell'occhio si fermasse a quello che noi dell'occhio vediamo, come potremmo percepire che qualcuno ci sta osservando, anche se siamo voltati?
Quante volte ci capita di non vedere quello che non vorremmo vedere, consciamente o inconsciamente che sia, quante volte ci capita di vedere quello che vorremmo vedere?
Dai nostri occhi necessariamente qualcosa c'è di natura volitiva, di volontà. Lo dimostra anche il fatto che, se provate ad osservare gli occhi di una persona che vi sta difronte vedrete i suoi occhi spostarsi di continuo, ma la persona osservata non vede discontinuità fra quando indugia lo sguardo sul punto A e quando lo sposta al punto B: eppure i suoi muscoli oculare erano ben che attivi! Se invece ci picchiettiamo la palpebra sotto l'occhio, cioè muoviamo delicatamente con un dito, la nostra vista non è più stabile e vediamo la discontinuità quando l'occhio si muove. La differenza fra i due esperimenti sta proprio nella volontà che sta dietro le nostre azioni: se l'occhio si muove autonomamente, ecco che sempre volontariamente non vede la discontinuità, se l'occhio è mosso meccaniccamente non può impedire di rilevare la discontinuità.
La volontà davvero compenetra l'occhio, come compenetra tutti i sensi, porte che la volontà (sia essa conscia o inconscia) apre o chiude. Allora un problema alla vista o all'udito che cosa potrebbero celare? Forse una non voler vedere o sentire ? Il vero mistero non è tanto questo, quanto la natura della volontà. Essa è super partes, non è nè conscia nè inconscia; in alcuni casi la nostra "buona volontà" (cosciente) non riesce a sconfiggere una volontà avversa inconscia, altre volte riusciamo a spronarci e a trasformare la nostra buona volontà cosciente in qualcosa che tocca anche le sfere incoscienti. Ma chi può dire di essere certo di conoscere la volontà? Essa è sfuggevole quanto misteriosa.
L'altro giorno, complice anche la folta chioma corvina, per la prima volta mi è stato offerto un drink da un perfetto sconosciuto in quel di Lubiana. E questo ha scatenato in me delle riflessioni. Pensavo alla spontaneità e alla forte passione dei tipici amori adolescenziali. Quando ci si fa avanti col proprio corpo, non nascondendosi dietro di esso; quando si ha più fiducia che paura di restare delusi e quando si è disposti a donare tutto l'amore di cui si è capaci. E finalmente ho capito una cosa: da questo tipo di modo di porsi non è necessario restare delusi come credevo. Ho capito che il problema della situazione non è l'amore incondizionato, che è anzi, suo più grande pregio, ma che quello che ci ferisce, ci delude dell'altro non è niente altro che la nostra pretesa che l'altro sia secondo la nostra volontà, come piace a noi. Se ci lasciassimo semplicemente abbandonare all'amore senza condizioni e senza imposizioni, un amore senza catene e libero, nessun difetto o pregio potrebbero sorprenderci, una volta scoperti nell'altro (perchè l'amore adolescenziale, per come la vedo io, non si basa su una buona conoscenza dell'altro , o almeno, questa è stata la mia esperienza). Sto dicendo insomma che nell'amore adolescenziale abbiamo l'immagine, un riflesso, come potrebbe essere la luna il riflesso del sole, di quello che è l'Amore di dio nei nostri confronti: potente, incondizionato e grato.
E se è piacevole essere amati per come siamo, per le nostra qualità, è ancora più piacevoli essere amati senza alcuna motivazione, indipendentemente da quanto siamo bravi, piacenti, intelligenti, belli o simpatici.
E se è piacevole essere amati per come siamo, per le nostra qualità, è ancora più piacevoli essere amati senza alcuna motivazione, indipendentemente da quanto siamo bravi, piacenti, intelligenti, belli o simpatici.
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mercoledì 22 luglio 2009
Menomale che sono intelligente...
...sì ma che me ne faccio dell'intelligenza?
A tutti quelli che si complimentano dicendomi che sono saggia o intelligente vorrei rispondere: magari mi avessero tirato sù anche un po' furba, mi sarei risparmiata tanti guai.
mercoledì 8 luglio 2009
Morale della favola di oggi: vivificate i vostri pensieri, non lasciate che il processo di salificazione (cristallizzazione) dei pensieri che ci circonda, vi porti fuori strada! Non è detto che sia l'entusiasmo che vi manca, è l'entusiasmo di chi scrive a peccare: quante volte una cosa è interessante perchè ce la racconta una persona in particolare?
La ricetta per un pensiero vivo è, oltre alla saggezza del sale, di aggiungere dell'argento vivo (il mobile mercurio) e del fosforo (scintilla per scatenare l'interesse).
La ricetta per un pensiero vivo è, oltre alla saggezza del sale, di aggiungere dell'argento vivo (il mobile mercurio) e del fosforo (scintilla per scatenare l'interesse).
domenica 28 giugno 2009
Riflessioni sull'Iliade.
La guerra di Troia: perchè essa è stata tanto rilevante da essere tramandata di generazione in generazione? Se Troia non fosse stata vinta con l'escabotage del cavallo, la guerra di quei due popoli non sarebbe stata diversa da molte altre guerre vissute nell'antichità.

La chiave di lettura sta proprio nel cavallo: la vittoria dell'intelletto e dell'astuzia sulla veggenza. La veggenza apparteneva ad entrambe le parti, poichè troiani e greci avevano i loro indovini da consultare: la vittoria degli achei è significativa proprio perchè avevano il vantaggio schiacciante dell'astuzia di Ulisse, precursore dell'uomo scaltro più vicino a noi, più "moderno". Achille è invece l'archetipo dell'uomo antico, inserito in una società regolata, in cui l'individualità è limitata da rituali: nel grande rispetto per l'avversario, ad esempio, vi sono consuetudini e formalità. Rispetto che viene completamente annientato nel momento in cui gli achei sono autorizzati dalle divinità ad essere strumento di evoluzione.
Ma in tutto questo, qual è il ruolo degli indovini?
Gli indovini hanno il potere di vedere le cose ma non di cambiarle, in questo senso il loro è un ruolo di grande responsabilità ed equilibrio. A quell'epoca gli uomini avevano come strumento conoscitivo la veggenza e c'era chi ne aveva di più e chi ne aveva meno, come oggi c'è chi ha più intelligenza e chi ne ha meno.
Gli indovini achei sono l'incarnazione del miglior comportamento che si possa adottare nella loro posizione: parlano solo se interpellati perchè il corso dell'evoluzione non può essere fermato; inoltre quello che gli indovini conoscevano non poteva essere espresso direttamente, perchè spesso veniva franiteso o non veniva accettato per colpa dei vizi umani. Chi era più cauto aveva più probabilità di farsi ascoltare.
Al contrario gli indovini troiani, Laoconte e Cassandra, cercano di opporsi al destino non tenendo conto della natura umana e sono incapaci di essere convincenti. Per questa ragione Laoconte viene trascinato dai serpenti di mare e Cassandra derisa e ignorata.
Per quale ragione i veggenti troiani sono incapaci di gestire la loro veggenza?
E' possibile supporre che manchi loro un'istruzione adeguata sia su come gestire il loro dono per renderlo volontario anzichè involontario sia per quanto riguarda il modo di agire più adatto per poter essere veramente d'aiuto e non interferire con la volontà delle divinità.
Ma perchè dopo decenni di guerra le divinità si trovano d'accordo nel favorire gli achei? Perchè fino ad allora la situazione fra le due fazioni era di parità e dopo le vicende umane e degli dei si era arrivati alla regolazione dei conti: le divinità che proteggevano Troia erano state soddisfatte, ripagate dei torti subiti e infine accettarono che Troia venisse sacrificata perchè si attuasse l'evoluzione dell'umanità, il salto di qualità dell'uomo. D'altra parte la conquista di Troia rivela immediatamente al lettore il suo lato brutale e meschino delle nuove condizioni dell'essere umano, in cui le leggi eque, fondanti per la società precedente, permettevano agli uomini di essere pari. Si consideri il fatto che gli achei, appena usciti dal cavallo, sterminarono vilmente, nel sonno, donne e bambini, che mai, altrimenti, ci si sarebbe permessi di eliminare.
Le leggi precedenti equiparavano gli uomini allo stesso modo, mentre la nuova intelligenza che viene risvegliata crea come conseguenza la prevalenza inequivocabile del forte, possessore di intelligenza e possibilità, sul debole. Nel mondo per com'era prima della caduta di Troia, anche il debole poteva veder rispettati i suoi diritti in virtù di un codice a cui doveva attenersi anche il forte: si pensi a Crise e Agamennone. Crise, umile sacerdote, pretende, dietro pagamento di un riscatto, che sua figlia sia affrancata. Agamennone, col suo iniziale e crudele rifiuto, già da segno di voler sovvertire le consuetudini belliche, ma poichè i tempi non sono ancora maturi, paga il prezzo della sua presunzione con i dardi di Apollo.
La guerra di Troia diventa un importante spartiacque per un nuovo ordine caratterizzato da una nuova forza che ha destabilizzato il mondo precedente per, infine, distruggerlo. E' il passaggio che fa' della Grecia la culla della nostra civiltà moderna. Senza questo episodio cruciale della storia occidentale, saremmo stati molto più vicini alle culture asiatiche, che hanno continuato fino a molto più tardi a regolare i rapporti fra fazioni con schemi rituali.
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venerdì 5 giugno 2009
E' qualcosa che anche se provassi a scriverlo non ci riuscirei... non c'è modo di mascherarlo o di trasmetterlo...
lunedì 18 maggio 2009
Non posso postare il video perchè l'utente non lo fa' fare.
Però sta canzone è fantastica. E sicuramente io ci sono passata.
http://www.youtube.com/watch?v=BnwLf88t_Wc
Però sta canzone è fantastica. E sicuramente io ci sono passata.
http://www.youtube.com/watch?v=BnwLf88t_Wc
sabato 9 maggio 2009
venerdì 1 maggio 2009
Everyday Is Halloween
by Ministry
Well I live with snakes and lizards
And other things that go bump in the
Night cos to me everyday is halloween
I have given up hiding and started to fight
I have started to fight well any time,
Any place, anywhere that I go all the
People seem to stop and stare they say
'why are you dressed like it's halloween?
You look so absurd, you look so obscene'
O, why can't I live a life for me?
Why should I take the abuse that's served?
Why can't they see they're just like me it's
The same, it's the same in the whole wide world
Well I let their teeny minds think that they're
Dealing with someone who is over the brink and
I dress this way just to keep them at bay
Cos halloween is everyday it's everyday o,
Why can't I live a life for me?
Why should I take the abuse that's served?
Why can't they see they're just like me it's
The same, it's the same in the whole wide world
O, why can't I live a life for me? why should i
Take the abuse that's served? why can't they see
They're just like me I'm not the one that's so
Absurd why hide it?
Why fight it? hurt feelings best to stop feeling
Hurt from denials, reprisals it's the same it's the
Same in the whole wide world
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giovedì 16 aprile 2009
martedì 10 marzo 2009
Finalmente ho comprato "Dear Myself" e il seguito "World's End" di Eiki Eiki (in inglese, infatti in Italia non si trovano).
Ma mi è arrivato oggi e non ho fatto che studiare tutto il giorno fino alle 20 di stasera -.-
Ma che cacchio...
Il bello è che domani sono all'università dalle 9 di mattina alle 19..con 2 misere ore di pausa, di cui una è pausa pranzo =_=
Quando minchia li leggo sti fumetti che il 7 aprile c'ho l'appello di storia medievale? Uff.
Ma mi è arrivato oggi e non ho fatto che studiare tutto il giorno fino alle 20 di stasera -.-
Ma che cacchio...
Il bello è che domani sono all'università dalle 9 di mattina alle 19..con 2 misere ore di pausa, di cui una è pausa pranzo =_=
Quando minchia li leggo sti fumetti che il 7 aprile c'ho l'appello di storia medievale? Uff.
venerdì 6 marzo 2009
mercoledì 4 marzo 2009
Moving stranger,
Does it really matter,
As long as you're not afraid to feel?
Touch me, hold me.
How my open arms ache!
Try to fall for me.
How I'm moved.
How you move me
With your beauty's potency.
You give me life.
Please don't let me go.
You crush the lily in my soul.
Moving liquid
Yes, you are just as water.
You flow around all that comes in your way.
Don't think it over,
It always takes you over,
And sets your spirit dancing.
How I'm moved.
How you move me
With your beauty's potency.
You give me life.
Please don't let me go.
You crush the lily in my soul.
Does it really matter,
As long as you're not afraid to feel?
Touch me, hold me.
How my open arms ache!
Try to fall for me.
How I'm moved.
How you move me
With your beauty's potency.
You give me life.
Please don't let me go.
You crush the lily in my soul.
Moving liquid
Yes, you are just as water.
You flow around all that comes in your way.
Don't think it over,
It always takes you over,
And sets your spirit dancing.
How I'm moved.
How you move me
With your beauty's potency.
You give me life.
Please don't let me go.
You crush the lily in my soul.
giovedì 26 febbraio 2009
Per tutte le donne che hanno dolori mestruali acuti o problemi di mestruazioni:
smettetela di avercela col vostro lato femminile. Funziona.
smettetela di avercela col vostro lato femminile. Funziona.
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lunedì 9 febbraio 2009
martedì 3 febbraio 2009
Avete presente, verso la fine del film, quella scena di Mordiroccia ne "La storia infinita"?
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