domenica 28 giugno 2009

Riflessioni sull'Iliade.


La guerra di Troia: perchè essa è stata tanto rilevante da essere tramandata di generazione in generazione? Se Troia non fosse stata vinta con l'escabotage del cavallo, la guerra di quei due popoli non sarebbe stata diversa da molte altre guerre vissute nell'antichità.




La chiave di lettura sta proprio nel cavallo: la vittoria dell'intelletto e dell'astuzia sulla veggenza. La veggenza apparteneva ad entrambe le parti, poichè troiani e greci avevano i loro indovini da consultare: la vittoria degli achei è significativa proprio perchè avevano il vantaggio schiacciante dell'astuzia di Ulisse, precursore dell'uomo scaltro più vicino a noi, più "moderno". Achille è invece l'archetipo dell'uomo antico, inserito in una società regolata, in cui l'individualità è limitata da rituali: nel grande rispetto per l'avversario, ad esempio, vi sono consuetudini e formalità. Rispetto che viene completamente annientato nel momento in cui gli achei sono autorizzati dalle divinità ad essere strumento di evoluzione.

Ma in tutto questo, qual è il ruolo degli indovini?
Gli indovini hanno il potere di vedere le cose ma non di cambiarle, in questo senso il loro è un ruolo di grande responsabilità ed equilibrio. A quell'epoca gli uomini avevano come strumento conoscitivo la veggenza e c'era chi ne aveva di più e chi ne aveva meno, come oggi c'è chi ha più intelligenza e chi ne ha meno.
Gli indovini achei sono l'incarnazione del miglior comportamento che si possa adottare nella loro posizione: parlano solo se interpellati perchè il corso dell'evoluzione non può essere fermato; inoltre quello che gli indovini conoscevano non poteva essere espresso direttamente, perchè spesso veniva franiteso o non veniva accettato per colpa dei vizi umani. Chi era più cauto aveva più probabilità di farsi ascoltare.
Al contrario gli indovini troiani, Laoconte e Cassandra, cercano di opporsi al destino non tenendo conto della natura umana e sono incapaci di essere convincenti. Per questa ragione Laoconte viene trascinato dai serpenti di mare e Cassandra derisa e ignorata.
Per quale ragione i veggenti troiani sono incapaci di gestire la loro veggenza?
E' possibile supporre che manchi loro un'istruzione adeguata sia su come gestire il loro dono per renderlo volontario anzichè involontario sia per quanto riguarda il modo di agire più adatto per poter essere veramente d'aiuto e non interferire con la volontà delle divinità.

Ma perchè dopo decenni di guerra le divinità si trovano d'accordo nel favorire gli achei? Perchè fino ad allora la situazione fra le due fazioni era di parità e dopo le vicende umane e degli dei si era arrivati alla regolazione dei conti: le divinità che proteggevano Troia erano state soddisfatte, ripagate dei torti subiti e infine accettarono che Troia venisse sacrificata perchè si attuasse l'evoluzione dell'umanità, il salto di qualità dell'uomo. D'altra parte la conquista di Troia rivela immediatamente al lettore il suo lato brutale e meschino delle nuove condizioni dell'essere umano, in cui le leggi eque, fondanti per la società precedente, permettevano agli uomini di essere pari. Si consideri il fatto che gli achei, appena usciti dal cavallo, sterminarono vilmente, nel sonno, donne e bambini, che mai, altrimenti, ci si sarebbe permessi di eliminare.

Le leggi precedenti equiparavano gli uomini allo stesso modo, mentre la nuova intelligenza che viene risvegliata crea come conseguenza la prevalenza inequivocabile del forte, possessore di intelligenza e possibilità, sul debole. Nel mondo per com'era prima della caduta di Troia, anche il debole poteva veder rispettati i suoi diritti in virtù di un codice a cui doveva attenersi anche il forte: si pensi a Crise e Agamennone. Crise, umile sacerdote, pretende, dietro pagamento di un riscatto, che sua figlia sia affrancata. Agamennone, col suo iniziale e crudele rifiuto, già da segno di voler sovvertire le consuetudini belliche, ma poichè i tempi non sono ancora maturi, paga il prezzo della sua presunzione con i dardi di Apollo.

La guerra di Troia diventa un importante spartiacque per un nuovo ordine caratterizzato da una nuova forza che ha destabilizzato il mondo precedente per, infine, distruggerlo. E' il passaggio che fa' della Grecia la culla della nostra civiltà moderna. Senza questo episodio cruciale della storia occidentale, saremmo stati molto più vicini alle culture asiatiche, che hanno continuato fino a molto più tardi a regolare i rapporti fra fazioni con schemi rituali.


Nessun commento:

Posta un commento