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lunedì 5 dicembre 2011
martedì 3 agosto 2010
corso accelerato di pedagogia steineriana
Mi sto preparando per settembre perchè presto torno a scuola!
Metto in secondo piano gli esami universitari, che tante energie fisiche mentali e sentimentali mi portano via, per un compito che mi si addice di più, in una sfida in cui voglio dimostrare a me stessa e agli altri che non ho sbagliato strada. Vorrei dimostrare di essere eccellente mezzo di trasformazione, di evoluzione, di essere utile, di poter essere tramite di piccoli miracoli. Voglio essere un degno mezzo! Questo è un tipo di chiamata che non può essere ignorato.
Metto in secondo piano gli esami universitari, che tante energie fisiche mentali e sentimentali mi portano via, per un compito che mi si addice di più, in una sfida in cui voglio dimostrare a me stessa e agli altri che non ho sbagliato strada. Vorrei dimostrare di essere eccellente mezzo di trasformazione, di evoluzione, di essere utile, di poter essere tramite di piccoli miracoli. Voglio essere un degno mezzo! Questo è un tipo di chiamata che non può essere ignorato.
lunedì 26 luglio 2010
Fra le interpretazioni di Spaceman, ho messo anche la mia su questo sito
www.lyricinterpretations.com/The-Killers/Spaceman
Ve la traduco
Octavia88 June 15th, 2010 05:47AM
www.lyricinterpretations.com/The-Killers/Spaceman
Ve la traduco
Octavia88 June 15th, 2010 05:47AM
| I asked to a professor in Geology and he told me that like +10.000 years ago (don't remember exactly), the Nile did run from east to west (the mediterraneo sea was a close salt(?) lake) I believe this song talks about paranormal phenomens and i think the killers want to make you believe in what's behind what you see. I believe they did choose the spaceman figure because when he's on his journey, he stays high on the sky and he can see the entire world without being seen...he can see clearly the spiritual worlds (being more near to them than normal people) and also clearly see that the people under is living in false convinction, that they are too materialist and superficial (that's explain why he's talking about media etc...). The media creates a world of illusion and who has sensibility or the ability to perceive and feel that there's something behind materia, is believed to be crazy, an outsider. I think that in the start, the song describes a OBE (Out of Body Experience) afther wich the first person in the song has paranormal sensations and feeling and finally understands what's life meaning but also sees that unfortunately he's lonely in his condition (very few people can understand this position, very few are that advanced in spiritual life) That's why the song is a bit melanchonic, I guess. | Ho chiesto ad un professore di geologia e mi ha detto che più di 10.000 anni fa il Nilo correva da est a ovest (il mediterraneo era un mare chiuso e salato(?)). Credo che questa canzone parli di fenomeni paranormali e penso che i killers vogliano farci credere in quel che c'è dietro quello che si vede. Credo che abbiano scelto la figura dell'uomo dello spazio perchè mentre affronta il suo viaggio, sta alto nel cielo e può vedere l'intero mondo senza essere visto...può vedere chiaramente il mondo spirituale (essendogli più vicino delle persone normali) e può chiaramente vedere che le persone sotto vivono di false convinzioni, che sono troppo materialisti e superficiali (questo spiega perchè parla dei media etc....) I media creano un mondo di illusione e chi è sensibile o ha l'abilità di percepire e sentire che c'è qualcosa dietro alla materia, è creduto pazzo, un outsider. Penso che all'inizio, la canzone descriva un OBE (esperienza fuori dal corpo), dopo cui la persona nella canzone ha sensazioni e percezioni paranormali e finalmente capisce il significato della vita, ma vede anche che sfortunatamente è da solo nella sua condizione (molti pochi possono capire questa posizione, molto pochi sono così avanzati nella vita spirituale) E' per questo che la canzone è un po' melanconica, immagino. |
martedì 15 dicembre 2009
[23:20:41] :vedi il problema è che l'uomo cerca la felicità fuori di sè
[23:20:56] :pensi che sia giusto adossare la responsabilità della propria felicità agli altri ?
[23:21:20] :è questo che fa sorgere il risentimento nelle persone "quello mi ha lasciato e io sono infelice, ed è colpa sua", bhe io non sono del tutto d'accordo
[23:21:42] :quando due persone si lasciano, esiste qualcuno che ha colpa e qualcuno che non ne ha? chi abusa e chi subisce ? non credo
[23:21:54] :se le strade di due persone si dividono ci sarà una ragione
[23:22:16] :non sono gli uomini a lasciarsi e a prendersi, ma è dio a scandire il tempo delle unioni
[23:22:50] :dio ti conduce dalle persone che puoi aiutare e che ti aiuteranno e quando la relazione ha esaurito il suo scopo, il legame si scioglie
[23:20:56] :pensi che sia giusto adossare la responsabilità della propria felicità agli altri ?
[23:21:20] :è questo che fa sorgere il risentimento nelle persone "quello mi ha lasciato e io sono infelice, ed è colpa sua", bhe io non sono del tutto d'accordo
[23:21:42] :quando due persone si lasciano, esiste qualcuno che ha colpa e qualcuno che non ne ha? chi abusa e chi subisce ? non credo
[23:21:54] :se le strade di due persone si dividono ci sarà una ragione
[23:22:16] :non sono gli uomini a lasciarsi e a prendersi, ma è dio a scandire il tempo delle unioni
[23:22:50] :dio ti conduce dalle persone che puoi aiutare e che ti aiuteranno e quando la relazione ha esaurito il suo scopo, il legame si scioglie
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venerdì 30 ottobre 2009
Qualche volta è bello fare un salto nel passato e riavere vecchie abitudini, anche se solo per un paio di giorni. Tornare alle vecchie sensazioni notturne, il silenzio fuori dalla mia camera e dolce musica delicata dentro. Di notte il mondo si trasforma e tu con lui. Il mio stato di coscienza mi rende tanto diversa dalla persona che sono di giorno che si potrebbe quasi dire che dopo mezzanotte divento una creatura tanto sensibile quanto sognante. Di notte mi preferisco sveglia per quanto riguarda le mie qualità dell'animo, anche se certamente mi preferisco addormentata per dare il meglio durante la giornata. Forse stare sveglia di notte smorza la mia volontà e la mia energia, trasformandole in autoriflessione. Di notte il vaso di pandora si apre e ciò che ci si nasconde di giorno, esplode e tanto prende possesso di noi quanto più cercavamo di tenerlo chiuso lucchetto su lucchetto.
Eppure, anche quando non ho più nulla nel doppiofondo dei miei cassetti e del mio cilindro, nonostante tutto, la mia anima si disperde e si dilata più di quanto possa permettersi di giorno. Di notte smette di rinchiudersi nelle sue sicurezze, si espande eppure si richiude su se stessa, ma come se si guardasse da fuori. Forse, la notte, cerca di essere ciò che non può essere di giorno. Questo spiegherebbe tante cose...
Eppure, anche quando non ho più nulla nel doppiofondo dei miei cassetti e del mio cilindro, nonostante tutto, la mia anima si disperde e si dilata più di quanto possa permettersi di giorno. Di notte smette di rinchiudersi nelle sue sicurezze, si espande eppure si richiude su se stessa, ma come se si guardasse da fuori. Forse, la notte, cerca di essere ciò che non può essere di giorno. Questo spiegherebbe tante cose...
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venerdì 2 ottobre 2009
Uno fa tanta fatica a 15 anni per cercare di essere sè stesso mentre copia gli altri. Cura la propria estetica per appartenere ad un gruppo, ma in realtà non si cura affatto. Crede di trovare in un gruppo la propria identità mentre non fa altro che identificarsi in esso. E' molto comodo dividere le persone da come ci appaiono, ma la verità è che dopo una certa età non hai bisogno di far saper al mondo i tuoi gusti e la tua personalità, gridando "ECCOMI, questo SONO IO!". Così te ne vai in giro con un paio di jeans e una maglietta mentre ascolti doom metal mentre il ragazzo seduto di fronte a te, con la maglietta del MetalCamp, manco se lo può immaginare che cosa ti frulla nella testa e ai suoi occhi appari solo una persona cosiddetta "normale" (e insipida). Io adesso voglio gridare, (ma con il mio animo, non con la mia apparenze):"Eccomi, IO SONO"
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venerdì 18 settembre 2009
Dice Steiner: “Totalmente diverso dalle leggi naturali che si riferiscono a ciò che muore, è quello che si sperimenta quando si rivolge alla natura la volontà vivente che esiste dentro di noi in germe [...] Quel che mette in rapporto col mondo esterno per mezzo dei sensi [...] non è di natura conoscitiva, ma volitiva[relativa alla volontà]. L’uomo moderno ha totalmente perduto la conoscenza di questo fatto. Perciò considera infantile quel che dicePlatone, cioè che il nostro vedere proviene dal fatto che una specie di tentacoli si sprigioni dagli occhi e vada verso le cose. Questi tentacoli non sono naturalmente visibili con mezzi esterni, e se Platone ne era cosciente, ciò dimostra appunto ch’egli era penetrato nel mondo soprasensibile. Effettivamente, quando noi guardiamo gli oggetti, si compie, solo in maniera più sottile, un processo simile a quello che avviene quando afferriamo qualche cosa. Quando prendiamo in mano un pezzo di gesso, si tratta di un fatto fisico del tutto analogo a quello spirituale che si svolge quando scocchiamo dagli occhi le forze eteriche per afferrare un oggetto per mezzo della vista” ["Antropologia" o "Arte dell'educazione"]
Pura follia?
Non credo.
Quante volte sentiamo il "peso dello sguardo" di qualcuno ricadere su di noi? Se il funzionamento dell'occhio si fermasse a quello che noi dell'occhio vediamo, come potremmo percepire che qualcuno ci sta osservando, anche se siamo voltati?
Quante volte ci capita di non vedere quello che non vorremmo vedere, consciamente o inconsciamente che sia, quante volte ci capita di vedere quello che vorremmo vedere?
Dai nostri occhi necessariamente qualcosa c'è di natura volitiva, di volontà. Lo dimostra anche il fatto che, se provate ad osservare gli occhi di una persona che vi sta difronte vedrete i suoi occhi spostarsi di continuo, ma la persona osservata non vede discontinuità fra quando indugia lo sguardo sul punto A e quando lo sposta al punto B: eppure i suoi muscoli oculare erano ben che attivi! Se invece ci picchiettiamo la palpebra sotto l'occhio, cioè muoviamo delicatamente con un dito, la nostra vista non è più stabile e vediamo la discontinuità quando l'occhio si muove. La differenza fra i due esperimenti sta proprio nella volontà che sta dietro le nostre azioni: se l'occhio si muove autonomamente, ecco che sempre volontariamente non vede la discontinuità, se l'occhio è mosso meccaniccamente non può impedire di rilevare la discontinuità.
La volontà davvero compenetra l'occhio, come compenetra tutti i sensi, porte che la volontà (sia essa conscia o inconscia) apre o chiude. Allora un problema alla vista o all'udito che cosa potrebbero celare? Forse una non voler vedere o sentire ? Il vero mistero non è tanto questo, quanto la natura della volontà. Essa è super partes, non è nè conscia nè inconscia; in alcuni casi la nostra "buona volontà" (cosciente) non riesce a sconfiggere una volontà avversa inconscia, altre volte riusciamo a spronarci e a trasformare la nostra buona volontà cosciente in qualcosa che tocca anche le sfere incoscienti. Ma chi può dire di essere certo di conoscere la volontà? Essa è sfuggevole quanto misteriosa.
Pura follia?
Non credo.
Quante volte sentiamo il "peso dello sguardo" di qualcuno ricadere su di noi? Se il funzionamento dell'occhio si fermasse a quello che noi dell'occhio vediamo, come potremmo percepire che qualcuno ci sta osservando, anche se siamo voltati?
Quante volte ci capita di non vedere quello che non vorremmo vedere, consciamente o inconsciamente che sia, quante volte ci capita di vedere quello che vorremmo vedere?
Dai nostri occhi necessariamente qualcosa c'è di natura volitiva, di volontà. Lo dimostra anche il fatto che, se provate ad osservare gli occhi di una persona che vi sta difronte vedrete i suoi occhi spostarsi di continuo, ma la persona osservata non vede discontinuità fra quando indugia lo sguardo sul punto A e quando lo sposta al punto B: eppure i suoi muscoli oculare erano ben che attivi! Se invece ci picchiettiamo la palpebra sotto l'occhio, cioè muoviamo delicatamente con un dito, la nostra vista non è più stabile e vediamo la discontinuità quando l'occhio si muove. La differenza fra i due esperimenti sta proprio nella volontà che sta dietro le nostre azioni: se l'occhio si muove autonomamente, ecco che sempre volontariamente non vede la discontinuità, se l'occhio è mosso meccaniccamente non può impedire di rilevare la discontinuità.
La volontà davvero compenetra l'occhio, come compenetra tutti i sensi, porte che la volontà (sia essa conscia o inconscia) apre o chiude. Allora un problema alla vista o all'udito che cosa potrebbero celare? Forse una non voler vedere o sentire ? Il vero mistero non è tanto questo, quanto la natura della volontà. Essa è super partes, non è nè conscia nè inconscia; in alcuni casi la nostra "buona volontà" (cosciente) non riesce a sconfiggere una volontà avversa inconscia, altre volte riusciamo a spronarci e a trasformare la nostra buona volontà cosciente in qualcosa che tocca anche le sfere incoscienti. Ma chi può dire di essere certo di conoscere la volontà? Essa è sfuggevole quanto misteriosa.
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