Qualche volta è bello fare un salto nel passato e riavere vecchie abitudini, anche se solo per un paio di giorni. Tornare alle vecchie sensazioni notturne, il silenzio fuori dalla mia camera e dolce musica delicata dentro. Di notte il mondo si trasforma e tu con lui. Il mio stato di coscienza mi rende tanto diversa dalla persona che sono di giorno che si potrebbe quasi dire che dopo mezzanotte divento una creatura tanto sensibile quanto sognante. Di notte mi preferisco sveglia per quanto riguarda le mie qualità dell'animo, anche se certamente mi preferisco addormentata per dare il meglio durante la giornata. Forse stare sveglia di notte smorza la mia volontà e la mia energia, trasformandole in autoriflessione. Di notte il vaso di pandora si apre e ciò che ci si nasconde di giorno, esplode e tanto prende possesso di noi quanto più cercavamo di tenerlo chiuso lucchetto su lucchetto.
Eppure, anche quando non ho più nulla nel doppiofondo dei miei cassetti e del mio cilindro, nonostante tutto, la mia anima si disperde e si dilata più di quanto possa permettersi di giorno. Di notte smette di rinchiudersi nelle sue sicurezze, si espande eppure si richiude su se stessa, ma come se si guardasse da fuori. Forse, la notte, cerca di essere ciò che non può essere di giorno. Questo spiegherebbe tante cose...
venerdì 30 ottobre 2009
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venerdì 2 ottobre 2009
Uno fa tanta fatica a 15 anni per cercare di essere sè stesso mentre copia gli altri. Cura la propria estetica per appartenere ad un gruppo, ma in realtà non si cura affatto. Crede di trovare in un gruppo la propria identità mentre non fa altro che identificarsi in esso. E' molto comodo dividere le persone da come ci appaiono, ma la verità è che dopo una certa età non hai bisogno di far saper al mondo i tuoi gusti e la tua personalità, gridando "ECCOMI, questo SONO IO!". Così te ne vai in giro con un paio di jeans e una maglietta mentre ascolti doom metal mentre il ragazzo seduto di fronte a te, con la maglietta del MetalCamp, manco se lo può immaginare che cosa ti frulla nella testa e ai suoi occhi appari solo una persona cosiddetta "normale" (e insipida). Io adesso voglio gridare, (ma con il mio animo, non con la mia apparenze):"Eccomi, IO SONO"
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